L’inizio

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Premetto che il fatto è realmente accaduto.
Avevo circa 19 anni e lavoravo con i miei nell’attività di famiglia ero fidanzata,ma sono sempre stata una ragazza molto esuberante,appariscente e anche un po’ birichina.
Come spesso accadeva mi ritrovavo nel retro della bottega a far la cenerentola della situazione,pulire mettere in ordine la merce che arrivava e preparare i prodotti che poi sarebbero stati venduti.
Io che sono e son sempre stata una persona solare che amava stare a contatto con il pubblico mi piaceva chiacchierare intrattenere i clienti facendo come si dice oggi pubbliche relazioni,passavo comunque troppo tempo lì nel retro.
Due,tre volte la settimana arrivava l’ordine dei prodotti e venivano a scaricare lì nel retro,nel mio regno.
Ormai li conoscevo tutti camionisti rappresentanti e addetti che come ripeto venivano a consegnare la merce.
Devo essere sincera fino in fondo mi piaceva essere un po’ civetta e vedere come gli uomini mi guardavano sopratutto quelli più grandi di me.
Quando era giorno di consegne sapevo già chi veniva per cui la mattina prima di uscire mi vestivo in maniera da essere notata,spesso avevano gli occhi che gli uscivano dalle orbite e questo mi divertiva da morire e mi creava anche un po’ di eccitazione,ma con un uno in particolare non ce la facevo.
La cosa mi faceva innervosire,era un camionista un uomo già anziano di circa 65 anni comunque
molto giovanile,brizzolato e con un fisico da fare invidia ai ragazzi,con due braccia forti e due occhi scuri che incutevano timore.
Ogni giovedì arrivava ed io mi preparavo accuratamente mettendo gonne sempre più corte e scollature che lasciavano ben poco all’immaginazione,logicamente sopra indossavo una veste tipica da lavoro che poi aprivo o toglievo a seconda dei casi,se no chi li avrebbe sentiti i miei genitori.
Arriva così un altro giovedì e con lui arriva anche G.(per comodità) entra al solito per scaricare
ed io decido di togliere il camice da lavoro,ci salutiamo gli chiedo come va va e lui come sempre mi risponde “al solito bimba come vuoi che vada….”,io cerco di intavolare un discorso ma come sempre sembra solamente preso da suo dovere,mi risponde secco ma non scocciato, cerco di farlo ridere e ci riesco con una battutina delle mie si ferma un attimo mi guarda con un sorriso malizioso e per me era già una vittoria.
Mentre lui continua scaricare e io il mio lavoro contenta della mia piccola soddisfazione sento premere contro la mia coscia…..non ho realizzato immediatamente cosa fosse,alzo la testa e mi rendo conto nel posizionare alcune s**tole su di uno scaffale li vicino al banco di lavoro mi aveva urtato contro.
Dopo qualche minuto ho realizzato che era il suo membro,la sua durezza mi aveva sconvolto ero scioccata non ero vergine le mie esperienze le avevo fatte ma così non credevo sia per l’età e per la consistenza.
Finito come sempre il suo lavoro mi saluta ma questa volta in modo sarcastico con un “Ciao bella alla prossima”.
Ero rimasta imbambolata,stordita era svanita tutta la mia spavalderia ed aveva lasciato posto ad un eccitazione tremenda.
Sentivo le gambe molli ed un calore nel viso che mi lambiva i capezzoli fino ad arrivare lì in mezzo alle cosce ,avevo pure le mutandine fradice.
Non Capivo più niente mi affaccio in negozio e dico ai miei “vado a casa mi gira la testa non sto bene” senza dare diritto di replica inforco la bici e corro a casa .
Lo sfregamento della sella a contatto con gli slip mi provoco un piccolo orgasmo.
Giunta a casa mi fiondai in bagno riempii la vasca con acqua calda e sali da bagno poi mi lasciai andare un po’ e iniziai da prima a masturbarmi sfiorandomi le labbra giocherellando con il clito poi presi un bagnoschiuma con il tappo rotondo e lo introdussi nella mia fichetta fino ad ottenere un orgasmo potente devastante. Rimasi ancora un po’ li nell’acqua semi dormiente.La notte immaginerete i miei sogni,ma poi viene il mattino che tutto porta via e si torna alla normalità.
Mi reco in negozio a fare le solite cose ma nella testa mi ronzava solo quello.
Passano giorni e non aspetto altro che arrivi il giovedì, che come ogni settimana arriva mi preparo di tutto punto Gonna corta camicetta da sbottonare all’occorrenza e scarpa col tacco che in negozio non è il massimo ma per quel giorno era il top.
Arrivo e mi immergo nel lavoro consumo l’orologio per capire se stesse per arrivare il mio giochino,ma appena si apre la porta la delusione mi pervade ,”e tu?? G. dov è??”
“ha preso giornata libera aveva da fare delle commissioni.”Mi sarei messa a piangere il sostituto parlava ma io non lo consideravo ero delusa e innervosita.
Passa la mattinata e come sempre poco prima della chiusura mi avvio a prendere il pane saluto i miei dandogli appuntamento a casa.
Mentre ritorno passo passo verso la casetta mi fermo ad un semaforo pedonale,d’improvviso sento un colpo di clacson,mi volto era G. con un macchinone si sofferma sul lato opposto della carreggiata apre il finestrino e mi dice” vuoi un passaggio”
Sono stranita non so che fare non ero nel mio ambiente ma dovevo decidere in un attimo “si grazie”
rispondo attraverso la strada e salgo in auto.
Io non abitavo lontano da li,”sai dove abito ??”, lui “no indicami la strada”.
Lo feci passare da una vecchia strada poco frequentata in tanto parlavamo del più e del meno mentre io avevo accavallato le gambe e la gonna era quasi sparita.
Lui non guardava spudoratamente mentre il mio occhio si li verso quel arnese che mi aveva impressionato.
Se n’èra accorto e come non accorgersene ero quasi spudorata, ad un tratto si ferma consapevole di cosa stesse facendo, pensavo mi carezzasse le cosce, il seno, no, si apri la cerniera dei pantaloni e tirò fuori un cazzo enorme grosso nerbuto come non avevo mai visto.
Scioccata dissi “ma cosa stai facendo sei impazzito??” “dai che morivi dalla voglia di vederlo toccalo un pochettino solamente,non morde” disse sogghignando, ero in trance non capivo più niente allora mi prese una mano e la portò li sul quel cazzo meraviglioso, senza parlare iniziai unalenta sega come ipnotizzata sentivo che mi stavo bagnando da morire .
Era grosso ma soprattutto duro durissimo,lo segavo,lo toccavo anche sentivo le vene gli carezzavo il glande come un giocattolo in mano mia .
Sapevo che era tardi ma non potevo staccarmi da quell’oggetto di desiderio,improvvisamente mise in moto l’auto senza dire una parola,”dove vai ? devo tornare a casa “ “telefona trova una scusa hai tuoi di che vai da un amica” “ ho il pane…come faccio” “come fare lo sai te, se lo vuoi provare ingegnati ,lì c è una cabina telefonica questa è la scheda a te La scelta.”.
Si fermò scesi stranita non sapevo che fare entrai chiamai i miei cercando di essere convincente,non so quanto lo fossi ma non mi importava in quel momento .
Risalii in auto e con fare spezzante dissi “andiamo ho due ore libere” parti velocemente si fermo dopo qualche chilometro il viaggio fù nel silenzio .Arrivati ad una casetta sola isolata scendemmo mi fece entrare,appena dentro mi prese mi mordicchio il collo mi slaccio i bottoni della camicetta e iniziò a palpeggiarmi il seno tolse il reggi ,mi mordicchiava i capezzoli impazzivo poi presa per mano mi portò in camera da letto,mi lanciò su quel grande letto e si fiondo con la faccia tra le mie gambe mi spostò le mutandine e inizio a leccarmi godevo tanto mi contorcevo sotto i colpi di lingua,ebbi un orgasmo ma lui incurante continuò,poi di colpo in piedi davanti a me tirò fuori quel grosso cazzo meraviglioso mi prese la testa e mi avvicino fino a che fosse a portata di bocca,era grande facevo fatica a tenerlo in bocca ma lo succhiavo con voracità sapeva di buono, di uomo .
Me lo tolse di bocca con mio grande dispiacere,mi apri le gambe e lo avvicino alla fica in calore fece fatica ad entrare anche se ero un lago inizio a stantuffarmi piano lo sentivo come mai prima,anzi a volte dovevo digli di far piano mi sentivo spaccare ma mi piaceva,
Piano piano la fica iniziava ad adattarsi e lui a spingere sempre di più godevo da morire mi girò sfilando il cazzo mi prese alla pecorina penso che fossi arrivata al terzo quarto orgasmo mi scopava da dietro lo sentivo arrivare in gola,in tanto con un dito mi stuzzicava il culetto,godevo da morireero in estasi,improvvisamente lo sentii gonfiarsi ancora di più lo sfilo e mi inondo di sperma li tra le chiappe,con un dito raccolse un po di sperma e senza esitare iniziò a penetrare il mio culetto vergine prima con un dito poi con due, mi faceva male e per sua risposta fù “sei una donna o una ragazzina…”lo lasciai continuare piano piano mi piaceva fiche non venni un’altra volta ero esausta disidratata.
Mi lasciai cadere sul letto lui mi volto si avvicinò e mi mise il cazzo di nuovo in bocca lo leccavo lo succhiamo mi piaceva da morire lo guardavo in viso,era compiaciuto mi disse dai che sei brava fammi un bel pompino.
Lo segavo mentre la lingua correva veloce su quell’asta di li a poco lo sentii di nuovo gonfiarsi lo tolsi di bocca e venne inondandomi il seno.
Feci una doccia mi ricomposi e mi riaccompagno a casa .
Durante il ritorno non ci fu scambio di parole se non che giunti a destinazione guardandomi compiaciuto mi disse”Bimba quando vuoi godere sai come fare .”Io scesi e lui riparti.
CONTINUA.

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