Le mie storie (34)

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Ho pensato tanto prima di raccontarvi questo aneddoto della mia vita passata. Avevo deciso di tenerlo per me come d’altra parte così è stato fino ad oggi, infatti di questa storia ne è a conoscenza soltanto la mia migliore amica, alla quale all’epoca la raccontai visto che, assolutamente scioccata per ciò che mi successe, dopo alcuni giorni di silenzio, ebbi l’esigenza di condividerla con qualcuno che mi potesse capire.
Come sapete non ho mai avuto problemi nei particolari tabù dal punto di vista del sesso, mi è sempre piaciuto esplorare cose delle quali avevo sentito parlare, oppure che avevo visto. A sedici anni circa, con una mia amica avemmo una sorta di rapporto omosessuale, ma fu più uno scoprirci a vicenda che del vero e proprio sesso.
Ciò di cui vi racconto oggi, accadde quando avevo circa diciotto anni, se non sbaglio era l’ultimo anno di liceo, e come sapete all’epoca abitavo insieme a mio fratello, con i miei che erano all’estero. Nel nostro palazzo, a farci da sovraintendenti, diciamo, c’era mio zio (fratello di mia madre) con la sua compagna (si era separato con la moglie). Questa compagna era abbastanza più giovane di lui, all’epoca avrà avuto tra i trenta ed i quaranta anni (non fatemi fare inutili sforzi di memoria), e come già scritto in altri racconti, spesso ci faceva da mangiare, oppure la spesa; insomma ci dava una sostanziosa mano per andare avanti nella quotidianità.
Periodicamente mio zio, con il quale avevo ed ho tutt’oggi un ottimo rapporto (è come un secondo padre per la sottoscritta) partiva per motivi di lavoro per alcuni giorni, e capitava che la compagna o scendesse a dormire da noi, oppure mi chiedesse di tenerle compagnia a casa loro. La cosa succedeva circa una volta al mese, forse ogni due. Diciamo che io l’avevo sempre vista come una sorta di sorella maggiore, alla quale confidavo anche i miei pensieri dell’epoca, visto che mio fratello era ancora troppo piccolo. Lei era una bella donna, piuttosto alta e magra (a differenza della sottoscritta), molto curata e molto amante dello sport. Aveva conosciuto mio zio al circolo del tennis, proprio quando lui era giu in seguito al fallimento del proprio matrimonio. Ma non voglio dilungarmi per altre strade e torno a ciò che successe all’epoca.
Mio zio era partito, e lei mi chiese come spesso succedeva di andare a dormire da loro. Non ricordo se mio fratello fosse a Napoli oppure dei miei quell’occasione. Fatto sta che quella sera, come al solito salii due piani, munita di sottoveste, spazzolino e ciabatte, il minimo indispensabile per passare la notte. Mangiammo e ci mettemmo nel letto matrimoniale a guardare la televisione. Sembrava esattamente una delle tante serate che già avevo passato con lei in altre occasioni, io al posto di mio zio e lei al mio fianco a chiacchierare amabilmente del più e del meno, anzi per la verità la maggior parte delle volte io le chiedevo consigli su come comportarmi con i maschietti, e lei non si tirava affatto indietro, anzi mi spingeva ad essere un po’ più intraprendente, a dispetto della mia imbranataggine. Quella sera stavamo vedendo (lo ricordo come se fosse oggi) il Costanzo show. Ad un certo punto, sentii la sua mano sfiorare il mio ginocchio, e lì per lì naturalmente non ci feci nessun caso; poi piano piano sentii che lei cominciò ad accarezzarmi il ginocchio e la parte alta della coscia. Naturalmente mi girai verso di lei per capire cosa stesse facendo e lei mi sorrise dicendomi che questo la faceva rilassare, o qualcosa del genere. Io, tranquilla ma sorpresa, continuai a vedere la televisione, ma intanto la sua mano mentre mi accarezzava, saliva sempre più su tra le mie cosce. Ricordo che quando con le dita arrivò a toccarmi la mutandina, per un attimo strinsi le gambe come in un senso di protezione. Lei riprese ad accarezzarmi la coscia ed io in quel momento cominciai a sentire una strana sensazione. Non sapevo cosa fosse, ero imbarazzata, sorpresa, bloccata, insomma un insieme di sensazioni difficilmente gestibili.
Poi ricordo perfettamente che lei arrivò con le dita a bordo superiore del mio slip, ci giocò un po’ e poi scese giù. Prima per qualche minuto mi accarezzò un po’ i peli della fica, poi con una naturalezza disarmante, mi affondò un dito dentro completamente. A me cominciò a battere il cuore all’impazzata (anche adesso mentre scrivo, ricordo la sensazione), ma non dissi niente né tantomeno mi girai per guardarla. Quel dito cominciò a muoversi dentro e fuori di me, ed io naturalmente cominciai ad eccitarmi. Ansimavo come in una sorta di affanno (anche oggi diciamo che non sono proprio silenziosa in quei momenti), ma cercavo di tenerlo nascosto, anche se con il senno di poi mi rendo conto che la cosa fosse impossibile. Poi, mentre continuava a masturbarmi ininterrottamente ma in maniera delicata, con l’altra mano prese il mio braccio e lo posò tra le sue cosce. Eravamo entrambi coperte, ma a quel punto non potetti più far finta di niente, visto che mi ritrovai girata sulla schiena a guardare il soffitto. Lei invece era di fianco verso di me e guardandomi mi fece capire che voleva che anch’io la toccassi. Mi venne in mente quel gioco fatto qualche anno prima con la mia amica al mare, quell’unica volta nella quale mi ero ritrovata a toccare un’altra donna, seppur ragazzina. L’eccitazione di quel momento (avevo la micia completamente bagnata) probabilmente mi diede quel coraggio che all’epoca non è che avessi in grande quantità, così con la mia mano, che già era in mezzo alle sue gambe, mi feci spazio ed anch’io le misi un dito dentro. Aveva la fica molto larga, molto più della mia, non riuscivo a guardarla in faccia, ma nello stesso tempo ogni tanto non potevo far altro che cercare il suo sguardo per capire se i miei movimenti erano giuste. Ci stavamo masturbando a vicenda, io non ricordo quando, ma inevitabilmente venni. E proprio mentre stavo godendo, lei fece il gesto che più mi lasciò stupita e ancor di più scioccata: mi baciò sulle labbra. Lì per lì non capii più niente, non mi sarei aspettata mai niente del genere, anche perché non c’era mai stato nessun episodio potesse farmi immaginare ciò che stava succedendo.
In breve me la ritrovai sopra di me, la baciavo e la cosa mi piaceva anche tantissimi, mentre lei intanto continuava a muovere le sue dita dentro di me (non ricordo quante ne mise dentro ma non era più una). Io cercavo di stare al suo passo, ma subivo la sua presenza. La cosa da una parte mi piaceva, dall’altra mi scombussolava totalmente. Ricordo che dopo avermi baciata scese sui capezzoli e cominciò a succhiarmeli prima uno poi l’altro. Venne anche lei, lo ricordo perché mi disse più di una volta &#034brava, brava che godo&#034.
Non ricordo quanto durò questo incrocio di corpi, le sue dita bagnate di me che mi accarezzavano dappertutto, ma ricordo che ebbi più di un orgasmo.
Poi, lei si fermò, probabilmente appagata, andò in bagno mentre io rimasi ad osservare il soffitto ancora incredula di ciò che era successo. Tornata, spense la televisione e ci mettemmo a dormire.
La mattina dopo ci alzammo come se nulla fosse successo, ed effettivamente non successe mai più nulla. Ricordo solo che quella notte lei mi disse accarezzandomi il volto che ero stata brava. Tutto qui.
Per un paio di giorni tornata a casa non feci altro che pensare a ciò che mi era successo, sembravo uno zombie, poi inevitabilmente chiamai la mia migliore amica per condividere con lei quell’avventura.
Beh dopo più di vent’anni adesso l’ho condivisa anche con voi.

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