Le mie storie (30)

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Questa è la mia storia numero 30, e vi sembrerà strano ma non parlerò di me. Infatti come ho già detto in precedenza, i ricordi un po’ piccanti della mia vita scarseggiano drammaticamente, per cui oggi ha deciso di raccontarvi 1 storia che quando a mia volta mi fu raccontata, mi sconvolse letteralmente. Naturalmente a pensarci adesso non è che fosse chissà cosa, ma all’epoca dei miei 14 anni (credo avesse quell’età) mi fece pensare per parecchi giorni.
Era l’inizio delle superiori, mi ricordo bene il periodo perché nonostante avessi delle nuove amiche ed 1 nuova scuola, continuavo a vedermi con le compagne delle medie. 1 sera a casa di 1 di loro, diciamo quella con la quale ero più in confidenza (la classica migliore amica dell’epoca), lei si chiuse in camera con me e mi raccontò come aveva perso la verginità.
Lei si chiamava Laura (è il nome vero, tanto dubito che potrà mai leggere questo racconto), ed aveva 1 fratello di circa 1 paio d’anni più grande di lei. Io me lo ricordo benissimo mentre vi scrivo, capitava di andare a studiare da lei, e naturalmente ci prendeva sempre in giro. Il fratello di Laura aveva 1 amico del cuore che era andato a vivere a Roma per il lavoro del padre, e di tanto in tanto tornava a Napoli per stare con i vecchi amici. Laura naturalmente essendoci cresciuta praticamente insieme, non lo aveva mai visto come 1 possibile fidanzato o qualcosa del genere, per lei era sempre stato 1 altra sorta di fratello, anche perché essendo più piccola, lui non l’ aveva mai guardata neanche di striscio.
Prima di continuare il racconto, devo aprire 1 parentesi, nel senso che la mia amica, era una di quelle sveglie, di quelle che alle medie già avevano abbondantemente fatto tutti i preliminari (a differenza della sottoscritta che arrancava). Esteticamente era carina, chiara di capelli con tante lentiggini, piuttosto magra (faceva danza classica) e tanto alta (già alle medie credo superasse i 170). Non aveva tanto seno ma in compenso aveva 1 sedere che tutte noi le invidiavamo. Quando ci si riuniva tra ragazze, era sempre la prima a raccontare i suoi incontri con l’altro sesso. Nonostante questa sua facilità nel rapportarsi con i maschietti, non si era mai spinta al rapporto completo.
Tornando al racconto che mi fece, mi disse che 1 weekend, Giulio (l’amico del fratello) era venuto a Napoli come faceva spesso. Durante il giorno quasi non si videro, visto che i 2 ragazzi uscirono in giro. E d’altra parte lei aveva da studiare, per cui passò la giornata come sempre. La sera cenarono tutti insieme (anche con i loro genitori) e poi dopo aver visto un po’ di televisione nel tinello della casa, andarono a dormire. Chiaramente Laura aveva la sua stanza, ed il fratello dormiva insieme all’amico.
A notte fonda (adesso non ricordo se all’epoca mi disse l’orario), lei si alzò per fare pipì e poi si avviò in cucina a prendere 1 bicchiere d’acqua. Entrata nel tinello (a casa loro avevano 1 cucina abitabile), vide che il televisore era acceso ed era rivolto in modo che non facesse luce nel resto della casa. Fece qualche passo e vide Giulio seduto a guardare la televisione con 1 mano nel pigiama. Lui inizialmente non si era accorto della sua presenza, ma appena la vide sbucare istintivamente tirò fuori la mano ed accavallò le gambe. Lei vide che lui stava guardando 1 di quei film anni 70 con Edvige fenech e chiaramente le venne da ridere. Giulio le domandò cosa ci facesse sveglia a quell’ora, lei naturalmente rispose che era andata a prendere dell’acqua. Dopo aver bevuto, stava per salutarlo quando fu attirata da 1 di quelle scene in cui evidentemente i protagonisti si baciavano. Così si fermò a guardare e dopo poco, mi raccontò che senti 1 mano del ragazzo prendere la sua. Lei rimase colpita dal gesto, ma fece finta di niente e si sedette sul bracciolo della sedia, per qualche minuto rimasero a guardare il film con ognuno per fatti suoi. Poi lui trascinò la mano di lei sopra il suo pigiama e lei mi disse che avendo sentito il suo membro duro, glielo cominciò a toccare da sopra. Mentre sempre in silenzio, stava giocando con 1 mano, lui la fece scendere dal bracciolo fin sopra le sue gambe. Laura mi disse che senti distintamente il suo uccello duro dietro la sua schiena e capii che lui sarebbe andato fin dove lei non si era mai spinta. Infatti dopo essersi strusciato un po’, la sollevò leggermente, le abbassò il pigiama e la mutandina e piano piano cercò di metterglielo dentro. Lei mi disse che ebbe 1 momento di panico, si fermò 1 attimo e poi si lasciò andare.
Mentre diceva queste parole, ricordo ancora che io le dissi &#034ma così rimane incinta!&#034 Lei mi disse che, appena senti rompersi l’imene ebbe un po’ di dolore, poi però come in preda ad 1 rilassamento inaspettato, quasi automaticamente comincio a muoversi sopra di lui. Giulio aveva capito che stava per combinarla grossa, per cui dopo un po’ di su e giù, la spostò e fini di provare piacere da solo. Lei mi disse che non aveva avuto l’ orgasmo anche se era tutta bagnata. Dopo aver pulito il po’ di sangue che era uscito (mi disse che non era molto), si salutarono e lei andò nel bagno a lavarsi.
Finito il racconto, io rimasi letteralmente sconvolta. Nessuna mi aveva mai detto delle cose in maniera così specifica, tanto che a distanza di quasi trent’anni, ricordo perfettamente che quella notte in camera mia pensai e ripensai a quella storia. Mi venne la curiosità di immaginare come sarebbe stata la mia prima volta, ma anche se solo per sentito dire, era come se l’avessi fatto un po’ anche io con Laura. (A me sarebbe successo l’anno dopo, come vi ho raccontato già)

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