Anna 6

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…………………….. Ci alziamo e ceniamo con quello che di buono a preparato Caterina, discutiamo sono altri cinque giorni di dolori, comunque opta per l’iniezione e sconsolata mi dice “Questa volta il giro del mondo lo hai fatto sul mio sedere”…………………….

Alla fine, mi sono fermato a dormire da Lei, al mattino presto mi sono alzato e sono andato a casa mia per cambiarmi, mamma Teresa era già alzata per andare a lavorare, e con il fare di una mamma mi ha chiesto come è andata la visita e cosa ci ha consigliato il dottore, anche perché non avrebbe voluto nonna a cinquant’anni (però sotto, sotto non le dispiaceva). Ho raccontato che nel pomeriggio mentre mi lavavo mi ha chiamato il marito della Enrica per chiedermi di fare una iniezione alla moglie. Dopo colazione ed essermi cambiato sono andato al lavoro, mattina trascorsa in un baleno, rientrando passo alla Sanitas per acquistare una confezione di siringe, rientrando salgo al quarto piano, suono il marito della Enrica mi apre, chiedo come e stata la Signora, mi dice bene, mi ringrazia di averle portate, chiedo di potermi lavare le mani, il bagno è occupato perché si sta facendo la doccia, anzi si scusa per il mio possibile ritardo, esce con l’accappatoio, entro in bagno per lavarmi; slip,reggiseno,maglietta,camicia da notte e asciugamani tutto distribuito per il bagno, mente mi asciugo le mani arriva scusandosi per il disordine, capisco ed annuisco mentre cerca di raccogliere gli indumenti gli viene un conato di vomito.(Enrica 39 anni ed il marito 37 anni un geometra che lavora in comune sono sposati da quattro anni e mezzo l’arrivo di figli nulla, ed ha preso tre giorni di ferie per starle vicino) preparo il necessario, il marito preparati, avviandomi in camera il cellulare del marito suona, e risponde. Enrica è in camera lasciato cadere l’accappatoio si sta vestendo, mettendo il reggiseno e mi dice:”Non mi sta più” io “Si, mi sembra stretto”, infila la maglietta si mette sul letto, il marito è al telefono,assente. Io”Enrica, quando è venuto il ciclo” Lei “è finito lunedì leggero, perché me lo chiedi”io mentre la buco:“sei incinta”, inietto il medicinale, tolgo l’ago massaggio bene, con la mano mi blocca, si alza mi dice”Adesso grazie e stai zitto” saluto il marito che è ancora al telefono e scendo.
Rincasando trovo già Luisa ed una collega Nunzia sedute a tavola che mangiano e mia mamma chiede spiegazioni del mio ritardo, sono sceso dal quarto capisce e dice “siediti e mangia che vien freddo”, Luisa mi dice: Nunzia 22 anni ha bisogno di fare un ciclo di Neo-cromaton Bicomplesso.. Io:“hai fatto bene a portarla”.Finiamo di mangiare, mentre mamma prepara il caffè “chi viene per prima dico” Nunzia si alza “Io”mi segue in camera dove c’era il necessario. Mi porge la confezione delle fiale,inizio a preparare la siringa e mi volto verso il letto: la trovo già con gonna alzata,e con calza retate bianche e mutandine abbassate (da fare smuovere un cazzo anche impotente).Mi avvicino e le pratico l’iniezione. Mi ringrazia per non averle fato sentire dolore. Nunzia esce dalla camera ed intanto la preparo per Luisa che entrando chiude la porta. Indossa dei jeans, fa per sbottonarli, ma si ferma di colpo. Mi guarda in modo strano,“Dai non mi scandalizzo,… non è la prima volta che ti vedo” Rassicurata ha fatto scendere i jeans fino alle cosce e si distese a pancia in giù sul letto, offrendomi la visione del suo didietro incorniciato dalle sottili strisce di quei microscopici slip. L’avevo già vista,mai in un intimo di quel genere. Era molto arrapante.“Senza contare…” dico io, “che in questo modo è anche più comodo… per procedere non serve nemmeno abbassarle..…” Gliela faccio, massaggio, mi ringrazia si alza ed andiamo in cucina. Salutano la mamma, mentre scendiamo, Nunzia: “io domani non lavoro” – io—“va bene dimmi quando vuoi ci vediamo rimango in attesa di un tuo sms”. Prendo lo scooter e vado a lavorare, la testa tralasciato i problemi di infermiere è immerso nel mio lavoro, come tutti i pomeriggi un attimo finisce e si ritorna a casa…………………………………….
…………….. Sul portone trovo gli sposini, lei stivali, vestitino corto al ginocchio giubbino di pelle, lui jeans e giacca; mi salutano, io scherzando”dove si va di bello” Lui: “andiamo a fare la spesa, e per dell’intimo la lavatrice lo ha rovinato”— Lei” mi strizza l’occhio” Io: “Enrica, più avuto conati” –“no,no” (la puntura ha fatto effetto tra di me). Salgo in casa,mamma ha sempre ospiti: Madre e figlia che hanno ereditato un bilocale nel palazzo di fronte, lavorano ed hanno un bassotto che vedo sul balcone. Saluto e vado in bagno a lavarmi. Alle 18 come tutti giorni, Caterina mi aspetta, arrivo con qualche minuto di ritardo, per via di un incidente, apro vado in soggiorno è seduta”il caffè ti aspetta” neanche il tempo di sedermi che suonano, Marco che è il più vicino risponde “nonna, la zia ti aspetta” lascio la tazza e preparo il necessario, il nipote vedendomi si mette a ridere “altra bandierina”—io – “però su un altro mappamondo e sta guardare che buco la nonna, finito ritorna a studiare. Mentre Caterina, si sistema mi arriva un sms, Anna”ricordati alle 19 di andare in farmacia la ricetta e in camera”, prendiamo l’ascensore insieme Caterina mi chiede:” che intenzioni ho con sua figlia”, io “serie” mi bacia e mi rammenta che la cena è nel forno.
In farmacia ritiro il medicinale ritorno a casa, Anna è appena rientrata tempo di salutarla e si infila sotto la doccia in un orecchio mi dice “nella borsa ho regalino per te. Se fai il bravo”
Preparo il tavolo,Marco mi aiuta. Anna esce con l‘accappatoio e mutandine, io sono impaziente Lei non è il momento del regalo. Allora ho capito. Mangiano. Finito sospirato divano,
Lei si distende con la testa sulle mie gambe e mi racconta la sua giornata con la collega, madre di tre figli ne grandi ne piccoli i suoi problemi. Io racconto la mia molto intensa; di Enrica, della Nunzia e Anna interviene, quel mercato non vorrai mica farlo qui da me un domani. Marco è ragazzino, fino che si tratta di me, di sua nonna ci ha sempre viste girare nude in casa, altre persone no. Si fanno le dieci, mi dice ormai sconsolata: quale facciamo prima questa sera?
Sinceramente non saprei, facciamo quella anticoncezionale, con le braccia si appende al collo mi mette la lingua in bocca, e mi sussurra non farmi male, altrimenti non ti faccio pubblicità. Mi lascia alzare si gira nel divano e si tira su l’accappatoio. Io ne preparo una, mi avvicino essendo una iniezione particolare anche perché era la prima del genere presto più cura “Sfrego un certo vigore il cotone con l’alcool in una zona senza bandierine, un colpo secco e l’ago è dentro… inietto il liquido con delicatezza…” non dice nulla, io cerca di aspirare il più possibile dico io, ubbidisce sfilato l’ago le lascio un attimo di tranquillità, mentre preparo l’altra, mi avvicino è ancora girata di schiena, emette un sospiro e mi dice”dai” dogliamoci il pensiero. Ha ancora le mutandine abbassate, in un attimo la ri-buco, massaggio e le alzo. Lei sono 28 più una gratis.
Buona notte dolce amore mio. A domani.

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